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Cassino e
Montecassino





Parco Archeologico




Testimonianze della II Guerra
M.




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Seconda città della provincia di Frosinone
per numero di abitanti, si sviluppa per 1 chilometro quadrato ai piedi del colle su cui sorge la
celebre abbazia di Montecassino, in un luogo storicamente
strategico per le comunicazioni tra il centro e il sud d'Italia..
Pressoché totalmente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra
mondiale, e per questo nota anche come la Città Martire,
è stata interamente ricostruita dai suoi abitanti nel dopoguerra con
palazzine in stile moderno e comode strade larghe come il centralissimo
Corso della Repubblica dove è possibile fare shopping passeggiando con
tranquillità. La città di Cassino è,
geograficamente e storicamente, un importante snodo viario e
ferroviario. Il suo territorio è attraversato dall'autostrada A1
Milano-Napoli (uscite Cassino e San Vittore), dalla S.S.6 Casilina e
dalla S.S.V. che collega Avezzano, Sora e Formia; ben collegata al Golfo
di Gaeta e al Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

...La
Reggia di Caserta, Pompei, Il Golfo di Gaeta, Il Parco Nazionale
d'Abruzzo.
E già!
Cassino è situata al centro di questi magnifici luoghi da visitare. E
grazie ai buoni collegamenti stradali e ferroviari, è un peccato
non approfittarne. Allora se avevi programmato di visitare
solo l'Abbazia di Montecassino, consulta le nostre schede informative
che abbiamo messo qui a tua disposizione così magari riesci a
regalarti un escursione indimenticabile. Abbiamo indicato distanza, mezzi e
tempo necessario per raggiungere le mete indicate. E non
dimenticare che applichiamo ottimi
sconti e offerte speciali per chi si ferma nel nostro albergo per più
di una notte.



Fondata nel
529 da san
Benedetto da Norcia
sul luogo di un'antica torre e di un
tempio dedicato ad
Apollo, situato a
519
metri sul livello del mare,
ha subito nel corso della sua storia una alterna vicenda di
distruzioni, saccheggi, terremoti e successive ricostruzioni.
Nel
581, durante
l'invasione dei
Longobardi, il
monastero venne distrutto per la prima volta e la comunità dei monaci,
con le spoglie del Santo fondatore, dovette ripararsi a Roma. Poi, dal
643 i monaci
trovarono ospitalità dalla comunità di
San Colombano a
Bobbio e in seguito
nei vari monasteri ed abbazie colombaniane in Italia ed in
Europa, diffondendo enormemente le comunità benedettine.
Ricostruita intorno al
717 sotto
l'impulso di
Petronace di Montecassino,
l'abbazia venne distrutta una seconda volta dai
Saraceni nel
883, venendo
riedificata per volere di
papa Agapito II
solo nel
949. Per tutto il
medioevo, l'abbazia
fu un centro vivissimo di cultura attraverso i suoi
abati, le sue
biblioteche, i suoi
archivi, le scuole
scrittorie e miniaturistiche, che trascrissero e conservarono molte
opere dell'antichità. Testimonianze storiche del più alto interesse e
di sicura validità sono state raccolte e tramandate a Montecassino: dai
primi preziosi documenti in
lingua volgare ai
famosi
codici miniati cassinesi,
ai preziosi e rarissimi
incunaboli.
Distrutta da un
terremoto nel
1349 e
nuovamente ricostruita nel
1366, l'abbazia
assunse nel
XVII secolo
l'aspetto tipico di un monumento
barocco napoletano,
grazie anche alle decorazioni pittoriche di numerosi artisti tra i quali
Luca Giordano,
Francesco Solimena,
Francesco de Mura,
Giovanni de Matteis.
In queste forme era giunto fino a noi l'antico monastero prima che nel
febbraio del
1944, durante
la seconda fase della
battaglia di Monte Cassino,
un bombardamento massiccio delle
forze alleate,
che vi sospettavano erroneamente la presenza
di reparti tedeschi, lo distruggesse nuovamente. La ricostruzione,
iniziata subito dopo la fine della guerra, ha mirato ad una
riproduzione esatta delle architetture distrutte.
Papa Benedetto XVI
si è recato in visita a Montecassino il
24 maggio
2009, nel 65º
anniversario della distruzione dell'abbazia. Il Pontefice - che al
momento della sua elezione sul trono di Pietro aveva scelto il proprio
nome anche ispirandosi alla figura di san Benedetto da Norcia - ha pregato
sulla tomba del santo, ricordandone l'importanza nella formazione
culturale europea


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